Calendula officinalis L. - Fiorrancio coltivato

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Calendula officinalis L. - Fiorrancio coltivato

Messaggio da gio_bucco » 03 mag 2013, 17:03

Calendula officinalis L.
Sp. Pl.: 921 (1753)


Asteraceae

Fiorrancio coltivato, Calendula coltivata, Nomi locali: Calenna (Laz.), Fior d'ogni mese, Callandria (Tosc.), Primo fiore (Pug.), Carsennula (Sic.), Souci (Francia), Marigold (Regno Unito)

Forma Biologica: H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.
T scap - Terofite scapose. Piante annue con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Descrizione: Pianta erbacea annuale o raramente biennale, rustica, pubescente, con radice a fittone e molte radichette laterali, fusto ramificato, eretto e robusto. La pianta è ricoperta da peli scabri e da ghiandole.
Fusto ramificato alto 30-40 cm, carnoso, angoloso e vellutato.
Foglie sessili, alterne, oblunghe, lanceolate, dentate, verde-grigiastre. Quelle inferiori sono di forma spatolata e oblunghe con base ristretta a cuneo lunghe circa 2 cm, quelle superiori sono obovate e amplessicauli. Margine dentato con una ghiandola nera all’apice dei denti (idatoti).
Fiori riuniti in grossi capolini emisferici grandi 3-5 cm, circondati da brattee coperte da peli ghiandolosi, terminali, solitari, costituiti da 35 a 400 fiori femminili ligulati alla periferia disposti in densa corona generalmente in due serie, e da fiori tubulosi maschili al centro a costituire un disco piano. I petali dei fiori ligulati assumono tonalità graduali dal giallo zolfo al giallo scuro e talvolta all'arancione.
Frutto è un achenio (cipsela), gli esterni alati con tre ali larghe e spinosi sul dorso, gli interni anulari ricurvi ad anello senza ali né spinule dorsali; questo fenomeno di eterocarpia è molto accentuato nel genere Calendula.

Tipo corologico: Medit. - Mediterraneo.
Steno-Medit. - Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell'Olivo).

Antesi: Febbraio – Dicembre.

Distribuzione in Italia: in Italia è comunemente avventizia in quasi tutte le regioni e nelle isole dalla zona mediterranea a quella submontana (da 0 a 600 m s.l.m.).

Habitat: coltivata nei giardini, talvolta cresce spontanea nei campi incolti e nei prati ghiaiosi e ruderali.

Immagine


Note di Sistematica: i sistemi di impollinazione, attivati anche sperimentalmente, portano a considerare l’autoimpollinazione e l’autogamia: la norma è che vi sia autoimpollinazione che, specialmente nelle forme annuali, avviene mentre il capolino è ancora chiuso. Il fenomeno ibridogeno potrebbe anche spiegare la genesi di C. officinalis L., tetraploide a 2n=32, che ha frutti simili a quelli di C. meuselii Ohle (una delle possibili progenitrici ancestrali nordafricane) e a quelli di popolazioni meridionali della Penisola iberica di C. incana Willd., gruppo al quale viene riferita anche C. maritima Guss., finora presunto endemita siciliano.

Note, possibili confusioni: spesso confusa con la spontanea Calendula arvensis L. che è invece caratterizzata da una sola serie di fiori ligulati.

Tassonomia filogenetica

Immagine


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Etimologia: il nome del genere deriva dal latino "calendae" in allusione al periodo di fioritura che si protrae per parecchi mesi. L’epiteto della specie allude agli innumerevoli usi officinali di questa pianta.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Parte utilizzata: la droga è costituita dai capolini e dalle foglie.

Costituenti principali: contiene xantofilla e composti carotenoidi (licopene, calendulina e carotene). Contiene flavonoidi (quercitina, narcissina,isoramnetina), olio essenziale (monoterpeni e sesquiterpeni), polisaccaridi, mucillagini, resine e saponine, gomme, sostanze amare, composti triterpenici (faradiolo, taraxasterolo, arnidiolo,calenduladiolo, ursatriolo), vitamina C, composti azotati (allantoina), acido salicilico.

Attività principali: antinfiammatoria, antibatterica, antisettica, cicatrizzante, decongestionante, lenitiva, idratante, coleretica, emmenagoga, ipotensiva, vasodilatatrice periferica, antispasmodica.

Per uso interno: amenorrea, irregolarità mestruali, dismenorrea. Proprietà emmenagoga e antispasmodica (ristabilisce il flusso mestruale diminuendone i fenomeni dolorosi), coleretica (stimola la cellula epatica a produrre bile). I saponosidi presenti contribuiscono ad abbassare il livello plasmatico di colesterolo e trigliceridi. Il contenuto in caroteni ha un effetto protettore sulla mucosa gastrica (ulcera gastrica, gastrite, colite). Si prescrive per malattie da raffreddamento, forme erpetiche ed infezione cutanee per l'azione immunostimolante ed antivirale della frazione polisaccaridica presente. I componenti dell'olio essenziale presenti sono responsabili dell'attività antimicrobica, antifunginea ed antivirale, in particolare nei confronti dei batteri Gram-positivi. (Staphylococcus aureus, Streptococcus beta-emolitico).

Per uso esterno: antisettica, cicatrizzante, antibatterica, antimicotica ed antinfiammatoria. Viene utilizzata nel trattamento delle affezioni delle mucose orofaringee e delle vie aeree superiori, possono essere trattate con preparati a base di calendula le stomatiti, le afte, le gengiviti, la piorrea ed aggiunta a gargarismi ed impiegata per il trattamento di tonsilliti e faringiti. Utilizzata come pomata accelera il processo di cicatrizzazione, inibisce i processi flogistici e migliora la circolazione sanguigna e quindi il tono della cute. Per l'azione di normalizzazione del microcircolo ad opera dei flavonoidi ha funzione emoliente, lenitiva, rinfrescante e riepitelizzante è quindi adatta per pelli secche, screpolate, delicate, facilmente arrossabili. Viene usata nei trattamenti pre e post sole, nei disturbi della circolazione venosa con varicosi e tromboflebiti e nella profilassi e terapia delle piaghe da decubito in quanto riduce la flogosi e la tensione tissutale locale.

Tossicità ed effetti secondari: non sono segnalati effetti collaterali e tossici a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale.


Usi popolari: il decotto dei capolini è efficace per pelli screpolate o arrossate, geloni, piaghe , scottature; bevuto è emmenagogo ed è indicato nella dismenorrea; i fiori freschi contusi si applicano sulle ferite; le foglie e i fiori si aggiungono alle insalate.

Curiosità: I Latini la chiamavano solsequium = che segue il sole, poiché i fiori sbocciano quando il sole splende e sono sempre rivolti verso di esso fino a chiudersi al tramonto.
Nei testi medievali è citata come solis sponsa (sposa del sole), in quanto segna il ritmo del giorno aprendosi al mattino e chiudendosi al calar del sole.
Chomel, medico del XVIII, sottolineava l'attività aperitiva delle foglie in insalata e rifacendosi al Cesalpino, botanico e medico del XVI, riportava l'uso dei fiori in boccio conditi nell'aceto per ristabilire l'appetito.
Viene comunemente chiamata anche fiorrancio per il suo acceso colore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
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Principali Fonti
Balelli S., Bellomaria B., 2005 - La Flora Officinale delle Marche. UNICAM Università di Camerino, M.I.U.R., Riserva Naturale Montagna di Torricchio.
Boni U., Prati G., 2011 - Scoprire riconoscere usare le erbe, Fabbri Editore.
Campanini E., 2008 - Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove.
Garbari F., 2011 - Il genere Calendula (Asteraceae) nel Bacino del Mediterraneo: relazioni tra aspetti biologici e distribuzione geografica. Naturalista sicil., S. IV, XXXV (1). http://www.sssn.it/PDF/PDF%20NS%2035/21-42.pdf
Maugini E., Maleci Bini L., Mariotti Lippi M., 2011 - Manuale di botanica farmaceutica. Piccin Editore.
Pedretti M., 2009 - L'erborista moderno. Benelli Editore.
Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia – Edagricole, Bologna.
Sarandrea M., Culicelli W., 2009 - Dall'abete allo zafferano, atlante e schede di cento piante officinali italiane. Grafiche Ambrosini Editore.
Viola S., 1966 - Piante medicinali e velenose della flora italiana. Ed. Artistiche Maestretti, Istituto Geografico De Agostini, Novara.


Scheda realizzata da Linda Giannì & Giovanni Buccomino

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Re: Calendula officinalis L. - Fiorrancio coltivato

Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:31

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Arpino (FR), mar 2008
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Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:32

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Asteraceae: Fiorrancio coltivato
Stradella (PV), ott 2008
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Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:34

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Bagnoli del Trigno (IS), feb 2008
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Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:35

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Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:35

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Re: Calendula officinalis L. - Fiorrancio coltivato

Messaggio da Marinella Zepigi » 20 mag 2013, 08:36

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Messaggio da Marinella Zepigi » 18 mar 2014, 13:15

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