Sphingidae: Acherontia atropos (Linnaeus, 1758) - Ciclo vitale

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Sphingidae: Acherontia atropos (Linnaeus, 1758) - Ciclo vitale

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:22

Acherontia atropos (Linnaeus, 1758) LEPIDOPTERA - SPHINGIDAE

Eccola qua, la famosa Testa di Morto, portata in auge prima dal romanzo di Thomas Harris e successivamente dal bellissimo film di Jonathan Demme.
La voglio postare, per quanti di voi non hanno mai avuto occasione di osservarla. E' un animale davvero bello, ma allo stesso tempo inquietante. Lo scorso inverno, grazie all'aiuto del mio amico Giuliano Frangini, abbiamo avuto occasione di allevare 2 di questi splendidi bruchi:
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:23

In dettaglio
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:25

Che, dopo essersi strafogato di foglie di Ulivo, per qualche mese, decide improvvisamente di interrarsi per dare via al suo processo di metamorfosi.
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:27

Il risultato finale è una grande e splendida farfalla, dalla biologia davvero particolare.

ECCOLA QUA:
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:29

Da questa angolatura, si vede perfettamente il disegno sul capo che ricorda chiaramente un teschio umano.
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:30

Un'angolatura inconsueta:
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Gianfranco-Anna

Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da Gianfranco-Anna » 18 set 2009, 13:34

:applauso: Documentazione eccezionnale! :King:

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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da FORBIX » 18 set 2009, 13:45

Storicamente questa farfalla, si dice sia foriera di sventura, anche a Linneo, non credo stesse molto simpatica, per dargli un nome del genere:

Acherontia = da Acheronte, il fiume citato anche da Dante, che i dannati dovevano attraversare per raggiungere l'Inferno.

Atropos = da Atropo, la più anziana delle Parche della mitologia romana, che teneva in mano le cesoie, in grado di recidere il filo della vita, decretando così il momento della dipartita.
...............insomma un animaletto assai simpatico!! :shock: :shock: :shock:

L'adulto si nutre di miele che ruba, riuscendo ad entrare indisturbata all'interno degli alveari, finchè le api però non si accorgono dell'inganno, uccidendo la farfalla con un metodo altrettanto macabro........la murano "viva" utilizzando la Propoli.

Questo Sphingidae, ha anche la capacità di emettere dei suoni, un lamento piuttosto angosciante che viene emesso quando l'animale è stressato o impaurito. L'aria, viene praticamente insufflata all'interno della corta spirotromba che, essendo piuttosto stretta e rigida, funge un pò da "ottavino"!!

Anche i poeti, gli hanno dedicato qualche riga.
E' il caso di Guido Gozzano, poeta Torinese, grande appassionato di entomologia.
Per chi non si è annoiato ancora di questo post, ve la propongo qui di seguito in maniera integrale............ma non impressionatevi troppo!!! :shock: :shock: :shock: :shock:

DELLA TESTA DI MORTO
di Guido Gozzano


D'estate, in un sentiero di campagna,
v'occorse certo d'incontrare un bruco
enorme e glabro, verde e giallo, ornato
di sette zone oblique turchiniccie.
Il bruco errava in cerca della terra
dove affondare e trasmutarsi in ninfa;
e dalla gaia larva, a smalti chiari,
nasceva nell'autunno la più tetra
delle farfalle: l'Acherontia Atropos.

Certo vi è nota questa cupa sfinge
favoleggiata, dal massiccio addome,
dal corsaletto folto, con impresso
in giallo d'ocra il segno spaventoso.

Natura, che dispensa alle Dïurne
i colori dei fiori e delle gemme,
Natura volle l'Acherontia Atropos
simbolo della Notte e della Morte,
messaggiera del Buio e del Mistero,
e la segnò con la divisa fosca
e d'un sinistro canto. L'entomologo
tuttora indaga come l'Acherontia
si lagni. Disse alcuno, col vibrare
dei tarsi. Ma non è. Mozzato ho i tarsi
all'Acherontia e s'è lagnata ancora.
Parve ad altri col fremito dei palpi.
Io cementai di mastice la bocca
all'Acherontia e s'è librata ancora
per la mia stanza, ha proseguito ancora
più furibondo il grido d'oltretomba;
grido che pare giungere da un'anima
penante che preceda la farfalla,
misterïoso lagno che riempie
uomini e bestie d'un ignoto orrore:
ho veduto il mio cane temerario
abbiosciarsi tremando foglia a foglia,
rifiutarsi d'entrare nella stanza
dov'era l'Acherontia lamentosa.

L'apicultore sa che questo lagno
imita il lagno dell'ape regina
quando è furente contro le rivali
e concede alla sfinge d'aggirarsi
pei favi, sazïandosi di miele.
L'operaie non pungono l'intrusa,
si dispongono in cerchio al suo passaggio,
con l'ali chine e con l'addome alzato,
l'atteggiamento mite e riverente
detto «la rosa» dall'apicultore.
E la nemica dell'apicultore
col triste canto incanta l'alveare.

All'alba solo, quando l'Acherontia
intorpidita e sazia tace e dorme,
l'operaie decretano la morte.
Depone ognuna sopra l'assopita
un granello di propoli, il cemento
resinoso che tolgono alle gemme.
E la nemica è rivestita in breve
d'una guaina e non ha più risveglio.
L'apicultore trova ad ogni autunno,
tra i favi, questi grandi mausolei.

Farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di Natura, ma di dèmoni,
evocata con filtri e segni e cabale
dalle profondità d'una caverna!
Bimbo, ricordo, per le mie raccolte,
sempre immolai con trepidanza questa
cupa farfalla, quasi nel terrore
di suscitare con la fosca vittima
l'ira d'una potenza tenebrosa.
E anche perché l'Atropo mi parla
di cose rare, dell'antiche ville.
Sul canterano dell'Impero, sotto
la campana di vetro che racchiude
le madrepore rare e le conchiglie,
sta quasi sempre l'Acherontia Atropos
depostavi da un nonno giovinetto.

L'Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l'ali ripiegate a tetto.
E n'esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l'Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papilî.
L'Acherontia s'aggira: il pippistrello
l'evita con un guizzo repentino.
L'Acherontia s'aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L'Acherontia s'appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s'alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
«Chi c'è?» Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d'oro nella notte illune.
«Chi c'è? Chi c'è?» «Non c'è nessuno. Mamma!»
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s'ode il garrito dei fanciulli
giubilante per l'ospite improvvisa,
per l'ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.
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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da apicolo » 18 set 2009, 15:20

Bravo leonardo, senzazionali le foto, e il lavoro che è stato necessario per arrivare a questo risultato, mi permetto di inserire alcune immagini che completano il cilo vitale di questo misterioso lepidottero


La crisalide
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Crisalide.jpg (107.03 KiB) Visto 5515 volte
Frangini Giuliano


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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da apicolo » 18 set 2009, 15:20

la crisalide aperta
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Crisalide aperta.jpg
Crisalide aperta.jpg (71.88 KiB) Visto 5511 volte
Frangini Giuliano


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Re: ....il silenzio degli innocenti - L'Acherontia atropos

Messaggio da apicolo » 18 set 2009, 15:22

L'adulto dopo poco lo sfarfallamento
Saluti apicolo
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