Agaonidae: Blastophaga psenes (Linnaeus, 1758) - Insetti galligeni ed impollinatori

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silviana
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Agaonidae: Blastophaga psenes (Linnaeus, 1758) - Insetti galligeni ed impollinatori

Messaggio da silviana » 29 gen 2011, 19:48

Tempo fa (ago 2008) ebbi la fortuna d’imbattermi in una pianta di caprifico. Avevo letto alcuni aspetti legati alla fecondazione dei fiori che mi avevano incuriosita, ma avere la possibilità di potere verificare questa modalità, è davvero un’altra cosa. Spero che le immagini possano darvi un’idea di quella che è, a mio avviso, una fecondazione “prodigiosa”.

Silviana

Il caprifico o fico delle capre si differenzia dal fico domestico (Ficus carica L. var. domestica) per i siconi non commestibili. Come nel fico domestico, essi possono maturare in periodi diversi, che coincidono grossomodo con la primavera, l’estate, l’autunno, a seconda dei climi. Si presentano globosi, morbidi al tatto e cavi internamente. Le infiorescenze (fioroni) contengono, a differenza del fico domestico (che ha solo fiori femminili), sia i fiori femminili sia i fiori maschili. I fiori femminili, numerosissimi, sono posizionati in alto al fiorone (infiorescenza) ed hanno, rispetto a quelli del fico domestico, stili brevi. I fiori maschili sono più o meno peduncolati, hanno da 2 a 4/5 stami e sono posizionati alla base del fiorone, in prossimità dell’ostiolo.
All’interno degli ovari dei fiori femminili, trasformate in piccole "galle", maturano le larve di un insetto: Blastophaga psenes, un piccolissimo Imenottero, caratterizzate da un marcato dimorfismo sessuale. I maschi, che a differenza delle femmine non sono alati, una volta raggiunta la maturità sessuale, escono dalle galle e raggiungono le galle ancora intatte, nelle quali sono presenti le femmine. In questo contesto avviene la fecondazione, che comporta la morte dell’individuo maschio e lo sfarfallamento della femmina, attraverso l’ostiolo, dove sono presenti i fiori maschili. Durante questa fase, s’imbrattano di polline. Quando si trasferiscono nei fichi della generazione successiva, per deporre le uova, lo trasportano e lo depositano sui fiori femminili. Da insetti galligeni, si trasformano in insetti pronubi, ovvero impollinatori.
Se capita alle femmine impollinatrici di penetrare in un fico domestico, ne fecondano i fiori femminili, ma, per la conformazione degli stili, molto lunghi, non sono in grado di deporre le uova. In alcuni casi, questo tipo di fecondazione, viene indotto, mettendo fra loro a contatto piante di caprifico e di fico domestico (caprificazione). Sembra che i frutti originati da questo tipo di fecondazione siano più grossi ed abbiano una colorazione della polpa più rossastra, tuttavia presentano un maggior numero di semi (frutti, in botanica).
Il fico domestico nella generalità dei casi, si riproduce per partenocarpia, il processo attraverso il quale l’ovario si trasforma in frutto, senza che avvenga la fecondazione. Questa tipologia di frutti presentano una colorazione interna più biancastra. (L’industria dei fichi secchi sembra preferirli).
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