Pinus heldreichii subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray {ID 10112}- Pino loricato

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Pinus heldreichii subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray {ID 10112}- Pino loricato

Messaggio da Graziano Propetto » 22 apr 2008, 23:49

Pinus heldreichii subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray
Kalmia 13: 23. (1983)

Basionimo: Pinus leucodermis Antoine - Sp. Pl.: 1040 (1753)

Pinaceae

Pino loricato, Deutsch: Schlangenhaut-Kiefer
English: Heldreich’s pine, bosnian pine
Español: Pino de los Balcanes
Français: Pin de Bosnie


Forma Biologica: P scap - Fanerofite arboree. Piante legnose con portamento arboreo.

Descrizione: E' un pino di grandi dimensioni e molto longevo, un esemplare ha superato i 900 anni ed è probabilmente uno degli alberi più vecchi d'Europa.
Normalmente con buone condizioni stazionali, può arrivare a 20 m di altezza ma occasionalmente raggiunge i 30 m; ha fusto dritto ma in condizioni sfavorevoli può essere più o meno contorto e nelle condizioni di altitudine su creste esposte ai forti venti può ridursi ad un grosso cespuglio.
Ha chioma color verde brillante non molto densa, negli individui giovani è piramidale, poi con l'età diventa più globosa con grosse ramificazioni ascendenti diventando spesso di forma tabulare.
La corteccia adulta è particolare di colore grigio cenerino, forma un ritidoma solcato in placche irregolari pentagonali trapezoidali con superficie a squamette lucenti.
I rametti sottili sono portati orizzontali o anche leggermente penduli, scabri, glaucescenti con areole rilevate rotondeggianti da cicatrice dopo la caduta degli aghi.
In questa specie il colore molto chiaro della corteccia dei rami permane per molti anni e le areole con l'accrescimento si distanziano e si distendono prendendo l'aspetto della pelle di un serpente.
La gemma apicale è ovato allungata e acuminata di colore bruno rossastro, non resinosa con perule con margini bianco argentei.
Gli aghi sono riuniti in fascetti di due e persistono per (2)3-5(6) anni, sono lunghi 6-9(10) cm e larghi 1,5 mm, di colore verde brillante ma non glaucescenti, sono rigidi e pungenti con margine finemente dentato.
Le linee stomatiche sono su entrambe le facce, i canali resiniferi sono mediani.
L'ipoderma può avere da 2 a 6 strati ma quello esterno ha cellule meno ispessite.
Gli aghi sono normalmente raccolti all'estremità dei rami e inseriti ad angolo acuto con la guaina fogliare lunga oltre 1 cm.
Gli strobili sono solitari o in gruppi di 2-3 a maturazione biennale, sono ovali asimmetrici lunghi 5-9 cm e larghi 2-3 cm su un breve peduncolo o sessili, normalmente patenti.
Gli strobili giovani sono di un caratteristico colore viola intenso ma poi diventano bruno giallastri lucidi e cadono un anno dopo la maturazione.
Le squame dello strobilo hanno uno scudo fortemente carenato e umbonato in particolare in quelle inferiori che hanno anche un mucrone corto, l'unghia è di colore bruno rossiccio su ambedue le facce.
Il seme è ellittico con ala dritta a disseminazione anemocora, ha germinazione recalcitrante e molto pronta con buona fertilità.

Il legno è discolore come gli altri pini, è pregiato per l'ottima resistenza agli agenti atmosferici in quanto impregnato di resina ma è stato usato solo dagli abitanti locali.
L'apparato radicale è robusto e profondo riuscendo a conferire alla specie una particolare resistenza alle avversità atmosferiche ed alla siccità.

Tipo corologico: NE-Medit. - Mediterraneo nord-orientale.

Antesi: aprile÷maggio

Distribuzione in Italia: La specie è una specie relitta delle foreste oromediterranee del Terziario con appendice disgiunta e differenziata nelle montagne della Basilicata e della Calabria dove vive in un ampio margine altitudinale, dal contatto con vegetazione tipicamente mediterranea, 500 m di quota, fino al limite superiore della vegetazione a circa 2100 m di quota, in posizione rupestre e in conoidi detritici (Avolio 1984, Petillo 1990, Hofmann 1991).
In Italia la specie è presente in quattro distinti gruppi naturali di vegetazione: 2 a distribuzione appenninica (Monte Alpi; Spina-Zàccana);
2 a dislocazione costiera (Palanuda, Pellegrino, Montea).
Il primo gruppo segna il limite settentrionale (Monte Alpi di Castelsaraceno) dell'area della specie in Italia; quello della Montea costituisce il confine meridionale (Monte Cannitello) e occidentale (Monte La Caccia); quel del Pollino il limite orientale (Timpa di San Lorenzo).
Complessivamente l'area di distribuzione ha una superficie di 5678 ettari; ricadenti per il 50% nel Massiccio del Pollino per il 38% nei due settori costieri e per il 12% nel gruppo montuoso lucano. (tratto da CD ROM “foreste di Calabria” edito dall'Assessorato Foreste e Forestazione della regione Calabria).
Le popolazioni più vecchie vivono nella parte sommitale dei versanti carbonatici al di sopra del faggio nel Parco Nazionale del Pollino e perciò protetto dal 1993.
Si tratta di piante, abbastanza isolate o a gruppi radi, di dimensioni imponenti con diametri del tronco che superano il metro ed età prossima ai 1000 anni.
Solo questa specie arborea esiste e resiste a quelle condizioni estreme e condiziona il suo habitus dandogli quella caratteristica chioma tabulare e il fusto mostra spesso danni da fulmini.
Il periodo vegetativo si svolge dalla fine di maggio a fine settembre, ma ha un periodo di riposo estivo dovuto alle condizioni termiche che limitano la fotosintesi.
Dagli ultimi studi pare che la piovosità nel periodo vegetativo non sia un fattore limitante, anzi l'eccesso di umidità e piovosità può impedire la fotosintesi ma è la temperatura troppo bassa il maggiore fattore limitante (Guerrieri MR, Todaro L., Carraro V., De Stefano S., Lapolla A., Saracino A., 2007).
Nella zona del Pollino a quota 2000 m la temperatura media annua è di 4°C con una piovosità media di oltre 1500 mm annui e la copertura nevosa va da novembre a maggio.
In quelle condizioni la prateria discontinua, dove si trova questa specie, può essere ascritta al Caricetum-Seslerietum nitidae (Bonin 1978) assieme ad arbusti di Juniperus hemisphaerica, Rhamnus pumilus, Daphne oleoides, Sorbus graeca e Gentiana lutea.
Sembra ormai rientrato l'allarme lanciato nel 1954 nella rivista “Monti e Boschi” dal prof. Ernesto Allegri che riteneva la specie in Italia in via di estinzione in quanto incapace di rinnovarsi.

Habitat: Forma boschi aperti e luminosi al di sopra delle faggete, sui pendii aridi e soleggiati dei rilievi calcarei, più spesso cresce solitario abbarbicandosi alle rocce.

Immagine


Note, possibili confusioni: Questa specie in Italia è stata lungamente confusa con specie affini ma soprattutto con il pino nero ma, merito di Biagio Longo nel 1903, è stato riconosciuto come appartenente alla specie Pinus heldreichii Christ.

Rispetto a Pinus nigra J.F. Arnoldha chioma meno compatta, la corteccia del rametto sempre chiara per molti anni, per gli aghi portati in ciuffi all'estremità del rametto, per il maggior numero degli strati dell'ipoderma, per i coni provvisti di apofisi rilevata e pungente e coni rapidamente caduchi e deiscenti, hanno unghia di colore fulvo e diventano bruno giallastri; per i rametti più sottili, lunghi ed elastici che portano gemme non resinose e gli aghi sono meno rigidi.

Tassonomia filogenetica

Immagine


______________________________________________________________________________

Etimologia: Il nome del generico è di origine controversa. Forse deriva dal latino "pix, picis"=" pece o resina", essudato della pianta. Però potrebbe anche derivare dalle radici indoeuropee "pic'" ="pungere" con riferimento agli aghi oppure "pi"="stillare", sempre con riferimento alla resina, infine, forse dal celtico "pen"="testa" alludendo alla forma della chioma. Il nome specifico in onore del botanico tedesco Theodor Heinrich von Heildreich (1822-1902), esploratore della flora greca, italiana e dell’Asia Minore

Proprietà ed utilizzi:
"Pioca" così viene chiamato in dialetto locale quest'albero, un tempo con il suo legno si costruivano bauli resistenti alla salsedine per lunghi viaggi in mare.

Curiosità: Il grande botanico napoletano Michele Tenore durante un'escursione nelle montagne del Regno nel 1826 e anche Achille Terracciano nel 1890 raccolsero rametti e semi di questa specie ma nessuno dei due si accorse di essere di fronte a una specie nuova.
Il tedesco Theodor Von Heldreich aveva scoperto nel 1863 in Grecia un pino molto simile, poi Herman Christ le avrebbe dedicato a lui questa specie (Pinus heldreichii), ma nello stesso periodo in Jugoslavia F. Antoine coniava la denominazione di Pinus leucodermis per ricordare la bianca corteccia dei rametti, ed anche la denominazione di "Palebark Pine".
La particolarità della corteccia delle piante adulte con la fessurazione in placche poligonali, darà la denominazione di "Panzerkiefer" dal botanico tedesco B.R.Von Mannagetta; poi l'italiano Biagio Longo nel 1905 propose il nome di "Pino loricato" derivante dalle corazze a placche molto usate dall'esercito romano, chiamate "Loriche".

Principali Fonti
F. TASSI, Il Pino venuto dall'oriente, in Airone, n° 93/gennaio 1989, p 123
AA VV, BIAGIO LONGO e la scienza botanica, Istituto Comprensivo “B. Longo” - Laino Borgo, Edizioni
Prometeo, Castrovillari, 2002
GUERRIERI MR, TODARO L, CARRARO V, De STEFANO, S, LAPOLLA, A, SARACINO A, 2008. Risposte ecofisiologiche di Pinus leucodermis ad alta quota in ambiente mediterraneo. Forest@ 5: 28-38 URL: <http://www.sisef.it/forest>
R. GELLINI, P.GROSSONI Botanica Forestale vol.I Gimnosperme CEDAM
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia, Edagricole, Bologna
Index Plantarum Flora Italicae - Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia
The International Plant Names Index (IPNI)


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Re: Pinus heldreichii subsp. leucodermis (Antoine) E. Murray - Pino loricato

Messaggio da Ernesto Marra » 06 mag 2008, 00:12

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 07:51

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 07:54

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 07:57

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 07:58

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 08:00

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 08:02

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 08:04

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Messaggio da attilio e mirna » 06 mag 2008, 08:06

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Messaggio da Marinella Zepigi » 02 mar 2010, 13:03

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Messaggio da Anja » 13 mag 2014, 19:03

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Messaggio da Anja » 13 mag 2014, 19:05

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Messaggio da Anja » 13 mag 2014, 19:06

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Messaggio da Anja » 13 mag 2014, 19:08

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Messaggio da Anja » 13 mag 2014, 19:09

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