Arctium lappa L. - Bardana maggiore

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Arctium lappa L. - Bardana maggiore

Messaggio da Marinella Zepigi » 19 mar 2010, 19:22

Arctium lappa L.
Sp. Pl.: 816 (1753)

Arctium majus Bernh., Lappa major Gaertn., Lappa officinalis All., Lappa vulgaris Hill

Asteraceae

Bardana maggiore, Great burdock, grande bardane, große Klette, lapa, bardana-maior

Forma Biologica: H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.

Descrizione: Pianta bienne, erbacea di grandi dimensioni che nel primo anno sviluppa una robusta rosetta basale e nel secondo fiorisce e poi muore; con grossa radice a fittone carnosa, bruna, internamente bianca; fusto eretto, robusto, striato, scanalato, ramificato, talvolta arrossato; altezza 80÷200 cm.
Le foglie sono alterne, molto grandi, possono raggiungere i 50 cm di lunghezza e i 40 cm di larghezza; le basali sono ovate o cuoriformi, portate da un picciolo solcato, pieno, interamente midollare e non tubuloso; le cauline sono sessili e cuoriformi; la lamina è glabra e di colore verde vivo nella parte superiore, biancastra e ragnatelosa in quella inferiore.
L'infiorescenza corimbosa è costituita da capolini terminali, portati da un peduncolo lungo almeno 2,5 cm.
I fiori che compaiono nel secondo anno di vita sono tubulosi ed ermafroditi, riuniti in capolini sferici di 3÷4 cm di Ø, avvolti da fitte brattee uncinate, glabre interamente verdi. Gli stami e gli stimmi sono glabri ed hanno un ciuffo di peli all'apice dello stilo.
I frutti sono acheni oblunghi di colore bruno rossiccio, chiazzati di nero, rugosi all'apice, sormontati da un disco con orlo ondulato pieghettato e da unpappo di setole ciliate alla base e di colore giallastro.

Tipo corologico: Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.

Antesi: luglio÷ottobre

Habitat: Incolti, ambienti ruderali, sentieri, radure boschive; dal piano sino a 1.800 m s.l.m.

Immagine


Note, possibili confusioni: Specie simili sono:

Arctium minus (Hill) Bernh. - Bardana minore, che si distingue per dimensioni < rispetto a A. lappa; foglie a picciolo cavo; infiorescenza racemosa con capolini della parte terminale dell'infiorescenza peduncolati o sessili, brattee involucrali mediane larghe fino a 1,8 mm; se i capolini sono sessili e le brattee mediane dell'involucro sono larghe 1,6÷1,8 mm, allora la corolla eguaglia o supera l'involucro o/e la corolla è pelosa; per picciolo delle foglie basali cavo almeno alla base, non solcato.

Arctium nemorosum Lej. - Bardana selvatica, che si distingue per capolini della parte terminale dell'infiorescenza sessili, brattee involucrali mediane larghe 1,7÷2,5 mm, involucro superante la corolla di 1,2÷6 mm, corolla glabra.

Arctium tomentosum Mill. - Bardana lanuta Clicca qui per visualizzare la scheda

Tassonomia filogenetica

Immagine


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Etimologia: Il nome del genere deriva dal greco "arktos" = orso, forse in riferimento alle infruttescenze spinose e all'aspetto ispido delle piante che appartengono a questo genere; l'epiteto specifico deriva invece dal latino "lappare" = afferrare e indica la capacità delle infruttescenze di rimanere attaccate agli animali, ma anche alle vesti che le sfiorano.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Costituenti principali: composti polifenolici derivati dall'acido caffeico (acido clorogenico e isocloregenico), polisaccaridi (inulina e mucillagini), composti acetilenici solforati (acido aretico, arctitone, arctinolo, arctinale); olio essenziale contenente acidi amari; lignani (neoarctiina), fitosteroli (sitosterolo e stigmasterolo), tannini e vitamine del gruppo B.
Erba alterativa, antinfiammatoria, antibatterica, diuretica, ipoglicemmizzante, depurativa, disinfettante; ha foglie amare e radici dolci e mucillaginose.
In medicina per uso interno è efficace in caso di dermatiti e nelle affezioni infiammatorie dovute a tossicità cronica, in particolare eczema, psoriasi, foruncolosi e piaghe.
L'estratto fluido di Bardana viene impiegato nelle preparazione sia per uso esterno che interno per combattere l'acne; la medicna popolare se ne serve anche per stimolare la crescita dei capelli.
In cucina i piccioli delle foglie giovani vengono raschiati e sono ottimi lessati oppure fritti. Le radici si consumano crude in insalata, oppure cotte impiegate come le carote o, aggiunte alla fritture.
La specie è buona mellifera.

Curiosità: La Bardana ha avuto vicende alterne nel corso della storia, ora disprezzata come pianta infestante, ora raccomandata come trattamento per una sorprendente varietà di malattie.
Gli antichi medici cinesi la consideravano un rimedio per raffreddori, influenza, infezioni faringee e polmonite; i guaritori ayurvedici della tradizione indiana la usavano con applicazioni analoghe.
La badessa ed erborista medioevale Hildegard Von Bingen la impiegava nel trattamento dei tutmori maligni.
Nel XIV secolo, in Europa le foglie di Bardana venivano polverizzate nel vino e usate come trattamento per la lebbra.
Nicholas Culpeper, erborista inglese, nel XVII secolo ne raccomandava l'uso in un modo a dir poco fantasioso, in caso di prolasso uterino, prescriveva di posare la Bardana in cima al capo per risollevare l'utero.
Successivamente gli erboristi europei prescrissera la radice di Bardana per patologie quali febbre, cancro, eczema, psoriasi, acene, forfora, gotta tricofizia, infezioni cutanee, sifilide, gonorrea e problemi associati al parto.
La Bardana apparve in uno dei primi erbari stampati del medioevo, l'Herbarium Apulei, dove veniva raffigurata in tutta la grandezza delle sue foglie e definita "erba elefantina".
I medici eclettici americani la prescrivevano per le infezioni dell'apparato urinario, diturbi renali, artrite e infezioni cutanee.
Molti esperti erboristi dei nostri giorni hanno bocciato definitivamente la Bardana come erba medicinale.
Varro E. Tyler, Ph.D. (1926÷2001), un esperto di fama internazionale nel campo della medicina farmacognosia e botanica in The new Honest Herbal, scriveva "Nonostante il suo lungo impiego popolare, non esistono prove valide circa una benefica attività terapeutica della bardana"
Questa specie che nel continente americano fu introdotta dall'Europa, venne utilizzata in campo medico da molte tribù indigene. Gli indiani delle Grandi Pianure si servivano della Bardana per scopi cerimoniali e gli oto utilizzavano un decotto della radice contro la pleurite, sempre la radice faceva parte di un rimedio utilizzato dalle donne meskwaski durante il travaglio.I flambeau ojibwa con la radice preparavano un rimedio contro il mal di stomaco e le attribuivano effetti tonificanti.
Georges de Mestral, agli inizi degli anni 1950, di ritorno da un passeggiata in campagna si accorse di avere fiori di Bardana attaccati alla giacca, incuriosito li analizzo al microscopio scoprendone gli uncini che gli diedero l'idea per realizzare il velcro, un metodo di chiusura composto da 2 strisce una di tessuto peloso e l'altra di tessuto con uncini flessibili e duro.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
______________________________________________________________________________

Principali Fonti
PIGNATTI S., 1982. Flora d'Italia.Edagricole, Bologna.
CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C., 2005. An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora. Palombi, Roma.
PROSSER F., BERTOLLI A. & FESTI F. 2009. Flora illustrata del Monte Baldo . Museo Civico di Rovereto.
AESCHIMANN D., LAUBER K., MOSER D., THEURILLAT J.P., 2004. Flora alpina. Ediz. italiana: Bologna, Zanichelli.
TRISKA J. La flora d'Europa. Melita, La Spezia 1990
BOWN. D., 1995 . Encyclopaedia of Herbs and their Uses. Dorling Kindersley, London.
CASTELMAN M., 2001. The New Healting Herbs. Rodale Inc. Emmaus, PA, U.S.A.
JAUZEIN P. Flore des champs cultivés, INRA, Paris. 1995
AGRADI A., REGONDI S., ROTTI G., 2005. Conoscere le piante medicinali. Mediservice, Cologno Monzese (MI).
VOGEL V.J., 1998. Erboristeria e medicina naturale dei pellerossa. Rusconi, Milano.
IPFI - Index Plantarum Florae Italicae


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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:29

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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:31

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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:32

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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:34

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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:36

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Messaggio da Marinella Zepigi » 31 mar 2010, 09:42

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